RFID: Impronta Digitale del futuro
Giovedì, 22 Marzo 2007 by Francesco 13:15
Spesso la tecnologia futura è la co-protagonista di molti film di fantascienza. Il cinema ci ha fatto immaginare un futuro dove la tecnologia che ci circonda sarà in grado di riconoscerci e di adattarsi alle nostre esigenze. Ad esempio potremmo entrare in casa ed una voce sensuale ci darà il benvenuto, ci ricorderà cosa manca nel frigo e se è il nostro compleanno ci farà anche gli auguri!. Ebbene ormai un futuro del genere non è poi tanto lontano dal realizzarsi, grazie alla presenza della tecnologia RFID.
RFID è l’acronimo di Radio Frequency IDentification - traducibile in Identificazione a radio frequenza.
E’ una tecnologia per la identificazione automatica di oggetti, animali o persone. Il sistema si basa sulla lettura a distanza di informazioni contenute in un tag RFID (un microcip) usando appositi lettori. Questa tecnologia non è nata da poco, anzi le sue origini risalgono alla seconda guerra modiale per consentire l’identificazione a distanza di aerei e navi militari. Negli anni ‘60 fu implementata in alcuni supermercati per monitorare i furti, ma era ancora poco sviluppata e troppo costosa. Solo alla fine degli anni ‘90 riesce a trovare spazio nel mercato ed incomincia ad essere utilizzata in diversi settori. In Italia ad esempio, la ritroviamo con l’introduzione del Telepass nei caselli autostradali.
Destinata a divenire presto il nuovo “codice a barre” digitale, la tecnologia RFID oggi è largamente diffusa e utilizzata in diversi settori. Ad esempio il colosso americano Wal-Mart ha applicato un tag sui pallet della merce consegnata per monitorare lo stoccaggio e il magazzino, mentre più di 100 casinò in tutto il mondo usano Rfid per l’autenticazione delle fiches e il conteggio automatico delle vincite. Anche Microsoft sta investendo in questa tecnologia sviluppando un sofware, dedicato alle aziende, in grado di funzionare e integrarsi con applicazioni che sfruttino RFID. Su Hardware Upgrade si legge che Apple ovviamente non sta a guardare ma probabilmente investirà sul consumatore integrando tag RFID direttamente nei prodotti futuri per semplificare la configurazione e l’installazione di comunicazioni Wi-Fi.
Se volete rimanere sbalorditi come me dalla innumerevole quantità di applicazioni possibili con RFID integrato vi consiglio vivamente il sito RFID Italia che è ricco di informazioni. Ad esempio la sede americana della MINI ha distribuito ai suoi clienti portachiavi dotati di chip Rfid. Quando il guidatore si avvicina a uno dei cartelloni pubblicitari installati dalla casa automobilistica, il lettore montato su quest’ultimo rileva il numero identificativo memorizzato sul tag (a una distanza fino a 15 metri). Il numero viene trasmesso a un server centrale, che consulta il database e può selezionare un messaggio pubblicitario da mostrare o fare gli auguri di compleanno al fortunato automobilista.
L’interesse per questa tecnologia e il suo sviluppo in questi ultimi anni hanno anche contribuito ad abbassare notevolmente i costi ed ad aumentarne la distribuzione e la diffusione. Basti pensare che PC Professionale di marzo ha dedicato un articolo su come modificare la propria tastiera per implementare al suo interno un lettore RFID spendendo solo un centinaio di euro (il tag costa solo 1,50€, mentre il lettore 50€). A chi effettua questa modifica, quando avrà la necessità di digitare le password sul proprio pc, basterà passare il “tag” RFID sul lettore incorporato e l’autenticazione avverrà in modo del tutto automatico.
UPDATE: Ecco alcune immagini relative ai tag RFID usati dalla sede americana della MINI

Notevole ciò che si può fare con questo tipo di tecnologia. Tuttavia nutro delle perplessità di natura etica su alcune sue applicazioni. Navigando sul sito di RFID Italia si legge:
” ….l’azienda statunitense Third Eye, specializzata nel settore della sicurezza, ha recentemente lanciato sul mercato Security Alert Trackying Systems (Sats), una soluzione che consentirà alle realtà che la adotteranno (banche, casinò ecc.) di monitorare per tutto il tempo lavorativo i propri dipendenti. In che modo? Dotandoli di un braccialetto Rfid….che ha il compito di tenere sotto controllo i battiti del cuore di chi lo indossa…..Così, se i battiti iniziano ad accelerare vuol dire che c’è qualcosa che non va e che quindi il dipendente si può trovare in una situazione di pericolo, come per esempio in caso di rapina. Ma l’idea, dicono da Third Eye è anche quella di monitorare gli stessi dipendenti per evitare che cadano in tentazione rubando qualcosa di proprietà dell’azienda”.
Che alcune forme di business valgano la violazione della privacy dei propri dipendenti? Non credo proprio! Addirittura monitorare la frequenza dei battiti cardiaci mi sembra una misura da carcere di estrema sicurezza!
Nemmeno il regista Michael Bay per il suo The Rock, ambientato ad Alcatraz, era arrivato a tanto!
Sicuramente affascinante ma , come ogni nuova invenzione, troppo vicina perchè l’occhio presbite dell’uomo ne possa cogliere tutti i futuri risvolti, positivi e negativi.
Ad ogni modo, finchè si riuscirà a preservare la propria privacy non ci dovrebbero essere problemi …
… è che leggendo la questione della Mini mi sono preoccupato per certi scherzi da hacker che potrebbero verificarsi … tipo che passi sotto al cartellone pubblicitario e a causa di un sabotaggio t’esce scritto: “Ragazzi in quella macchina c’è quel c*zz°n# di giandomenico! mandiamolo a c@g@r# tutti insieme, dai !” … ahah
scherzo, a proposito , complimenti per il blog
In relazione a quanto scritto sembra ci stiamo avvicinando sempre di più all’interazione macchina-uomo cosa che può avere i suoi aspetti positivi ma anche negativi… In realtà se non siete stati troppo impressionati da film come Terminator, leggedo questo articolo vi varrà solo una cosa in mente….”Che Figata”!..
Ciao a voi della Puntobeta, continuate così!